Fabio Calò :: Windsurf

Fabio Calò, Windsurf - Foto Massimo Pinca

Da quando ha scoperto il windsurf, Fabio Calò vive una vita dedicata interamente al vento, alla tavola e alle onde. Ogni ritaglio di tempo libero è dedicato al surf, che ora fa anche parte del suo lavoro. E dire che è tutto cominciato per caso.

Fabio Calò, 32 anni, ha scoperto il windsurf quasi per caso, a quindici anni, quando un amico di famiglia gli ha regalato una tavola ormai in disuso. Era una di quelle tavole lunghe che ormai sono state soppiantate da quelle più dinamiche e leggere.

Ma al giovane Fabio è bastato ammirare il suo istruttore volare sulle onde di Arma di Taggia, per decidere che anche lui avrebbe compiuto le stesse acrobazie. E pur con qualche piccola difficoltà iniziale, sono arrivati i primi successi.

esordi da campione
Nel 2000, tra le perplessità e le battute degli amici, Fabio decide di partecipare, senza alcuna pretesa di vittoria ma con tanta voglia di divertirsi, al suo primo Wind Festival di Imperia, dove riesce a farsi conoscere da alcuni sponsor. Questa è solo la prima di una lunga serie di altre competizioni, in alcune delle quali ottiene anche buone posizioni: quarto ai Campionati Italiani di Freestyle nel 2004, 2005 e 2006, dodicesimo ai Campionati Europei di Freestylenel 2005 e 2006, secondo al Wave Master (Sardegna) nel 2007 e al Shaka Bumb&Jump (Lago di Garda) nel 2009, terzo al Campionato Italiano di Wave nel 2010. Negli anni Fabio capisce che preferisce le manovre in velocità, come quelle aeree previste dal Freestyle, o le rapidissime strambate dello Slalom. Lo annoiano, invece, le manovre lente, anche se molto tecniche e ben eseguite, perché “noiose e poco coreografiche”.

il mondo in un’onda
Durante gli anni dell’università, Fabio ha avuto la possibilità di viaggiare molto per surfare negli spot più belli e suggestivi del pianeta: trascorre infatti tutte le estati a Tenerife, alle Canarie. Da quando è diventato professionista e ha cominciato a gareggiare, la sua meta preferita è diventata il Sud Africa, dove si reca tutti gli inverni. Altre località esotiche che si è concesso di visitare, “purtroppo una volta sola”, sono Diego Suarez, un magnifico villaggio che si affaccia sul Mare di Smeraldo nel Nord del Madagascar, e l’Australia.

surf su carta
Dalla fine dell’università, il windsurf è diventato non solo più uno sport , ma anche un lavoro. Oltre che per Funboard, rivista sul windsurf di cui è capo redattore dal 2007, dirige infatti anche la rivista Sup Time. Di questo lavoro apprezza soprattutto la flessibilità, che gli permette di concedersi spesso lunghe surfate sul Lago di Garda (dove abita ormai da sette anni) o di raggiungere i suoi spot preferiti nel Sud della Francia e in Liguria. Scappatelle veloci che non producono conseguenze lavorative irreversibili, visto che Fabio, una volta uscito dall’acqua, si può sempre connettere con il portatile o il telefonino.

progetti per il futuro
Fabio non ha però smesso di gareggiare: anzi, ha ottenuto il terzo posto agli ultimi Campionati Italiani di Wave. Per il futuro vuole conquistare la vetta della classifica over all, nata di recente, che conteggia il punteggio totale dei risultati ottenuti in ognuna delle tre discipline esistenti: Wave, Freestyle e Slalom. Sono davvero in pochi – tre o quattro in Italia – a poter competere in tutte e tre le discipline.
Ma a Fabio non basta saper partecipare: lui vuole essere il primo.

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