Valentina Isoardi :: Equitazione Sportiva

PRIMA VA A CAVALLO, POI A CACCIA DI ORI OLIMPICI

Oro olimpico, ori, argenti e bronzi a campionati europei ed italiani, conditi con l’entusiastica spensieratezza di una 19enne. In quel di Vinovo, al circolo “La Madonnina”, abbiamo incontrato una ragazza che ha finalmente riportato in Italia una medaglia in equitazione.

Che cosa hanno in comune Federica Pellegrini e Valentina Isoardi? Nulla, verrebbe da dire. A partire dal fatto che la prima è famosa, mentre la seconda (almeno per ora) no. In realtà entrambe hanno all’attivo un risultato importante: parliamo di un oro olimpico. La nuotatrice Pellegrini lo ha vinto a Pechino 2008, nei 200 metri stile libero. Valentina Isoardi, invece, lo ha conquistato alle olimpiadi giovanili di Singapore 2010 con la squadra europea di equitazione. E questo non è il primo riconoscimento internazionale ottenuto dalla giovanissima di Moncalieri: in Olanda nel 2009, al campionato d’Europa di equitazione, ha conquistato un bronzo individuale ed un argento a squadre nella categoria under 18.

Il cavallo e l’ingegneria
Valentina è molto fiera dei risultati, ma non ama snocciolarli, se non su precisa richiesta. Del resto Vale non si è mai montata la testa, nonostante l’entusiasmo dei suoi 19 anni, da compiere a giugno. Non ha ancora deciso cosa fare da “grande” e nel dubbio, intelligentemente, non ha abbandonato gli studi. Anzi, si è buttata in un percorso difficile come quello di Ingegneria Biomedica al Politecnico di Torino.Ma il tempo per studiare è poco, visto che sei giorni su sette monta a cavallo. Così si divide a metà: al mattino corre a Vinovo, al Circolo Ippico “La Madonnina”, dove si allena da due anni, e al pomeriggio si precipita a seguire le lezioni. Purtroppo – o per fortuna – capita che le trasferte delle gare prendano più delle classiche 48 ore del week-end, così Valentina deve abbandonare gli studi per trasferirsi in albergo. Ma il “sacrificio” è ben compensato: stare più giorni a contatto con coetanei di tutta Italia o Europa è un’esperienza impagabile.

chi fa da sé, fa per tre
L’equitazione è un ambiente estremamente competitivo, dove ognuno pensa a se stesso. Anzi, fa quasi effetto tifare per un compagno nelle gare a squadre. L’equitazione è una palestra di vita che forgia e tempra per il futuro. Ad accompagnare Valentina durante questo cammino, iniziato all’età di 11 anni, ci sono stati da sempre i suoi cavalli. Durante la sua breve carriera ne ha già cambiati alcuni ed al momento ne possiede tre: Power, Vayana e Lumiere. L’ultimo le ha dato le più grandi soddisfazioni: è il cavallo dell’oro olimpico.

tra cavallo e cavaliere
Tra il cavallo e il cavaliere si instaura un rapporto unico di fiducia reciproca. La maggior parte dei cavalli patisce se il padrone è via per qualche tempo, ma sono animali estremamente fragili e basta poco perché si facciano male. D’altronde quattro zampe scheletriche sorreggono mezza tonnellata di animale all’atterraggio da un salto, quindi il rischio è fisiologico. Ma chi va a cavallo da una vita ha imparato a prendersi cura del proprio animale. Valentina, per esempio, fa in modo che ai suoi cavalli vengano spalmate tutte le creme necessarie al miglior recupero dopo i salti e ha un programma della settimana ben definito. Esempio: si possono affrontare gli ostacoli solo il martedì, mentre il lunedì si esce esclusivamente per sgranchire le zampe.I suoi tre cavalli vivono felici, sentono l’affetto della padrona e ricambiano con grandi prestazioni ad ogni competizione. Grazie a loro, Valentina ha riportato una medaglia nel Belpaese dopo tanti, tanti anni di astinenza. È ancora giovane. Ha il tempo dalla sua parte. L’Italia non può fare altro che tifare per lei.

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